Fuller: FARE PIU’ CON
MENO
Manifattura additiva –
Stampa 3D
R. Murray: LE
TASSE SONO UN FURTO
La “Caprese”,
realizzazione gastronomica di concreta applicazione del principio dell’economista, inventore, e, filosofo
statunitense FULLER Buckminster: “fare più con meno”. Non si usano fornelli e pentole per realizzare questo piatto, non si fa
fuoco né odore, solo profumi, bastano pomodori insalatari, treccia di bufala di
Paestum o fior di latte di Agerola, acciughe dissalate di Sciacca messe
sott’olio con erbe aromatiche, origano, basilico fresco: un piatto completo che
può essere servito anche come antipasto che si prepara in dieci minuti ed
assicura una cena di successo in qualsiasi contesto. Si mangia tutto, non
produce rifiuti. Meno tempo, meno energia, meno rifiuti, più sapore, più
profumi, più soddisfazione in tutti i sensi. Non è stato sparso sangue per
realizzare questo piatto ed il nome “caprese” evoca l’immagine fascinosa,
piacevole e sognante dell’isola di Capri. Parleremo di Fuller nel prosieguo di questo numero della rivista
“Zamlap” e di come le sue idee possono aiutarci a vivere meglio
Luigi XVI il 14 luglio del 1789
scrisse nel suo diario: Rien (“Niente”)
a dimostrare che spesso chi sta al potere non conosce la realtà né si rende
conto delle conseguenze delle sue azioni od omissioni. Questo ci serve ad
introdurre il secondo argomento di questo numero, il rapporto tra lo Stato ed
il cittadino, tra le istituzioni e la società.
Le tasse sono un furto legalizzato. Lo Stato, prodotto
di una democrazia mafiosa, è il problema. Il
principale nemico: le burocrazia della Pubblica amministrazione
degenerate in mafie istituzionalizzate. Il limite invalicabile della democrazia
è l’inviolabilità del corpo e la proprietà del reddito del cittadino: il corpo
è mio come la proprietà del mio reddito.
Così la pensa l’economista filosofo rOTHBARD MURRAY, teorico dell’ ANARCO-CAPITALISMO
e condividiamo come soluzione zamlapeople. Il problema è questo
Stato: un sistema istituzionale obsoleto, distrugge ricchezza, non solo quella
di oggi ma anche quella di domani creando debito, non eroga servizi efficienti
ed efficaci in nessun campo, dalla giustizia, alla difesa, alla sanità, alla
scuola, ai trasporti. Lo Stato attuale si è fatto sistema utile solo alla
partitocrazia che usa la forza istituzionale e la legislazione per espropriare
le risorse economiche e finanziare private, e, spostarle nelle tasche di quanti
fanno parte del sistema. La società è divisa in due: chi produce ricchezza e
chi la espropria a vantaggio proprio e del sistema burocratico istituzionalizzato. In Italia possiamo stimare, per difetto, in
una decina di milioni quelli che traggono il proprio reddito dall’esproprio del
reddito prodotto dal sistema economico privato ( anch’esso in parte affetto da
sacche burocratiche parassitarie, parassiti interni ed esterni al sistema). La
crisi attuale dipende dal livello di reddito che gli appartenenti al sistema
partitico-istituzionale hanno autodeterminato per sé e che il sistema privato
non è più in grado di assicurare. Fino ad ora, a questo si è supplito creando
debito pubblico e aumentando l’esproprio del reddito privato attraverso una
tassazione crescente. Il gregge non può più essere tosato, non ha più lana,
sarà costretto a dare la carne. Lo scenario prevedibile è un aumento della coercizione giudiziaria
attraverso il potenziamento delle forze di polizia creando anche pericoli
fittizi attraverso atti terroristici, come è capitato alla fine degli anni ’70
ed ’80. La disinformazione attraverso i “media”, controllati dallo Stato, è
sempre più inefficace. Il sistema ha il
principale obiettivo di autoconservarsi con la forza, applicata
direttamente ed indirettamente. Riguardo
all’Italia, quindi, quando il livello di debito non potrà più essere superato per
mancanza di prestito e quello della tassazione non troverà più reddito da
espropriare, aumenterà il processo di “brasilizzazione” della società, già in
atto da un decennio, e, contestuale
commissariamento della “troika” europea. Le rivolte di piazza saranno
soffocate con la forza e riportate alla
“normalità” le proteste creando appositi “sfogatoi” controllati dalle stesse
istituzioni partitiche e sindacali. Chi
è in grado di farlo fuggirà all’estero. Chi è costretto a rimanere vivrà allo
stato servile, fino a quando non si sarà instaurato un sistema socio-economico
rispettoso della proprietà privata e del reddito prodotto attraverso il proprio
lavoro, cioè un sistema ispirato allo “anarco-capitalismo” delineato dall’economista filosofo rOTHBARD MURRAY.
Altro
argomento “zamlap” : EFEMERALIZZAZIONE
SCUSATE
SE E’ POCO, PARLO DI ME STESSO-Universo.
NON SOLO COME OPERA D’ARTE,
REALIZZAZIONE
SCIENTIFICA e FILOSOFICO COMPIMENTO COME MONDO
ZAMLAPUNIVERSO
( dalla
terra dell’immaginazione ai confini della realtà)
Fuller
come anello di congiunzione intellettuale tra Zamlap e Dalì. Entrambi questi
mondi, Zamlap e Dalì sono “mondi”, creati con l’arte e dall’arte, portati alla
luce dalle profonde miniere interiori dello spirito dai “minatori” dell’animo
umano: Zamlap e Dalì, accomunati dall’umile mestiere del lavoratore degli
abissi. L’artista supera l’opera facendo di se stesso un’opera, è questa la
conquista su cui si fonda l’arte moderna. Dalì è il primo a superare il
moderno, a capire che non basta all’artista essere la sua prima, principale e
forse unica opera a cui conviene dedicare la propria vita. Dalì non fa di se
stesso un’opera ma un mondo. Zamlap supera Dalì e fa di se
stesso un universo. La differenza tra mondo ed universo è che questo è una
pluralità di mondi, è l’insieme maggiore che contiene il minore. La
caratteristica dell’UniversoZamlap è che è un universo aperto, dinamico, come
quello in cui è inserita la nostra galassia. Accoglie mondi o li respinge ai
suoi confini dell’infinito, apre buchi neri da utilizzare come cloaca infernale
per seppellirvi i demoni sconfitti ed imprigionati. Probabilmente è questo che
ci impedisce di avere un museo Zamlap al pari del museo Dalì. Essendo
Zamlap un universo difficilmente per la sua qualità di essere infinito potrà
essere racchiuso tra le quattro mura di un museo, se ciò avvenisse sarebbe
sempre una rappresentazione finita di quanto è infinito. Il paragone tra Dalì e
Zamlap si pone sul piano del finito al confronto con l’infinito. Le opere
realizzate da Zamlap difficilmente potranno confinarsi tra gli angoli di un
quadro o nelle forme di una statua, in dimensioni tridimensionali illusorie o
reali, sono realizzazioni intellettuali fatte di materia spirituale, concetti
che vanno percepiti e conosciuti con l’intelletto illuminato dallo spirito, diversamente
restano al buio e rimangono nell’inconoscibile, nell’ignoto mistero. L’<<uovo filosofico>> e lo
<<stecchetto da gelato>> di Zamlap-Fuller e la <<cupola
geodetica>> di Fuller – Dalì. Fuller ispirò Dalì ad utilizzare la cupola
geodetica nelle sue opere artistico architettoniche. Fuller ha ispirato Zamlap
per la realizzazione dello “stecchetto - uovo filosofico” utilizzando la
tecnica del riciclo ed il principio fulleriano del “fa di più col meno”: il
principio dell' "efemeralizzazione".
L’uovo cosmico filosofico: l’oro filosofale dallo stecchetto
riciclato
Opus intellettuale e spirituale n°Zero 2013 © - L’arte del riciclo
e del riciclo ad arte – Quello che
l’artista tocca diventa reliquia del suo passaggio nella materia - Lo stecchetto di gelato dipinto dall’artista
zamlap-concettual-futurista Salvatore Iervolino ( in sintonia spirituale anche con Papa Francesco all’insegna del
“pauperismo” applicato all’attività artistica senza voler essere “arte povera”
ma arte della povertà come minimo mezzo ) ( non allegato alla presente spedizione di “art-mail “ che potrete successivamente acquisire alla Vostra
personale collezione di arte contemporanea
da iniziare e/o continuare con
questa opera-zamlap ): Tutto si ricrea – Nulla si distrugge – La
metamorfosi del rifiuto toccato dall’arte – L’operazione alchemica del riciclo
di materia vile in oro applicata ad uno stecchetto di gelato leccato e ripulito
del suo dolce e fresco involucro, utilizzato come opera di invasione
intellettuale ed artistica di spazi aulici, accademici, istituzionali e museali, come pacifica,
innocua ed inoffensiva “bomba” anarchica
senza alcuno scoppio di violenza, lo stelo di un simbolico fiore senza la sua
dolce corolla di dolcezze gelate, un umilissimo “memento mori”, per invitare a riflettere sull’umile
condizione di ognuno quando il tempo ci avrà consumati e ritorneremo ad essere
uno “stecchetto” intorno al quale la nostra vita si è sciolta, non sempre come
quella di un gelato che regala dolcezza
– Lo sberleffo del minimo mezzo
per il massimo risultato, del semplice sublime al mastodontico complesso, alla
superfetazione del nulla, al ridondante marmoreo, alla pleonastica superbia –
Il riscatto dell’economico senza valore materiale, attraverso il conferimento
del più alto potenziale possibile di ironia sublimata, del gesto “da-da”
perfezionato in zamlap, in super-zamlap, da iper-zamlap al sub-zamlap, zam-zam
lap-lap, è l’ultimo schiocco della lingua contro il palato dopo aver gustato la
dolce polpa di gelato attaccata allo stecchetto di legno – Il termine
“zamlap” fu inconsciamente scelto per dare vita artistica e concettuale ad un
umile scarto, a quanto resta del piacere di leccare dato alla gola, con
l’offerta del suo corpo alla lingua, alle papille gustative, al palato del fruitore che ne garantisce l’attimo
fuggente della dolcezza irripetibile, inconservabile, un packaging di felicità
intrasmissibile, se non con la corrispondenza spirituale degli amorosi sensi,
sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda della vaghezza dell’io, a liberarsi
dell’egocentrismo, per perdersi nell’altruità , consapevoli della propria insignificanza,
di fronte alla vita che ci scioglie giorno per giorno, almeno cerchiamo di non
essere da meno di un gelato, regaliamo dolcezza.
In questo numero “Zamalp” presentiamo, FULLER Buckminster, un personaggio antesignano
dello “zamlap”, e, regaliamo “pepite d’oro”, termini
come MANIFACTURING, Customizzazione di massa, produzione
automatica, prototipazione rapida, manifattura additiva = STAMPA 3D ( 3D
printing). E’ arrivato ( f o r s e) il momento
di una nuova rivoluzione
industriale. L’innovazione tecnologica è
da alcuni decenni ferma, internet è stato inventato nel 1960. Le nostre
automobili si muovono ancora con un motore a combustione interna inventato nel
1876. Il treno è un dinosauro tecnologico e l’aereo di linea più innovativo, il
Concorde, è stato ritirato dai cieli nel 2003. In medicina si è fermi agli anni
’70. Personaggi come Fuller ci possono offrire spunti per affrontare
proficuamente la prossima rivoluzione industriale spinta da questa nuova ondata tecnologica, provocata dalla “manifattura additiva” – Stampa 3D. Altri nomi possono solleticare la nostra
curiosità: la macchina di Santa Claus
di Ted Taylor, il “riproduttore universale” immaginato da Gene Roddenberry
della serie televisiva “Star Treck”, John von Neumann, Feynman, Drexler, Joh
Storrs Hall, Peter H.Diamandis, Steven Kotler, Erik Bryonjolfsson, Andrew
McAfee. BARAK OBAMA il presidente degli USA ha già
fiutato le potenzialità e le opportunità di questa nuova ondata tecnologica, ne
parlò nel discorso sullo stato dell’Unione del 2013. In Italia? Il Paese è
soffocato da una piovra burocratica che con la tassazione più alta al mondo
rastrella tutte le risorse monetarie che potrebbero essere destinate ad
iniziative imprenditoriali e produttive. Ormai l’Italia è un paese balcanizzato,
come quelli governati dall’Impero Ottomano, lobotomizzato dalle televisioni
berlusconiane e dalla tivù di Stato, paralizzato dalla paura di perdere quanto
ancora ha, intimidito dalla presenza massiccia di extracomunitari, dalla
microcriminalità, dalla mafia, dalla inefficienza delle tutele giuridiche,
sociali ed economiche, stordito da una crisi economica fatta di stagnazione e
deflazione. Per i prossimi dieci anni è meglio costruirsi un futuro fuori da
questo Paese. Non a caso gruppi industriali come la FIAT hanno sede legale e
fiscale fuori dall’Italia. Le soluzioni ai problemi italiani non potranno mai
venire dal mondo della scienza accademica e dai superburocrati. Questi sono
esperti di sapere obsoleto e conservatore
o si trovano in conflitto di interessi con le soluzioni che devono
adottarsi per uscire dalla crisi ed evitare il baratro della bancarotta del
sistema politico, economico e sociale. Abbiamo
tanti “schettino” al comando nella stanza dei bottoni. E’ stata selezionata
una classe dirigente assolutamente inadeguata. Le famiglie hanno
pensato di dare ai propri figli una casa ed hanno trascurato di impartirgli una
seria istruzione e preparazione professionale. Ci ritroviamo un popolo di
ignoranti, di cretini, di buoni a nulla.
Sei una coop e non lo sai
l’ inferno agiato
La società contemporanea è un inferno,
per alcuni agiato, fornito di ogni confort, per altri, perfino, disagiato. La
differenza è nella maggiore o minore agiatezza ma per tutti resta un inferno. E’
la conclusione di una conversazione occasionale. Può essere una consolazione.
C’è anche l’inferno senza alcuna comodità. Quello del Terzo Mondo, non
necessariamente in luoghi lontani, si trova anche svoltato l’angolo, sotto
casa, dietro la porta del nostro vicino che ha perso il lavoro, si è separato,
ha un figlio drogato o un ammalato di Alzheimer. Le criticità dell’esistenza possono
farci perdere l’agiatezza e finiamo a vivere nell’inferno
scomodo, anticipazione di quello nell’al
di là, dove è notorio non c’è acqua corrente, è impossibile lavarsi i denti e
cambiare la biancheria intima, l’aria condizionata è proibita, un caldo
infernale dura tutto l’anno anche per quelli finiti ibernati con gli arti
inferiori. La gente non cerca vie d’uscita, la situazione è accettata, a patto
che riesca o abbia almeno la possibilità di procurarsi tutte le comodità, offerte
dalla moderna tecnologia. Un indizio di questa fiduciosa accettazione
dell’inferno è la rinunzia a qualsiasi etica e valore morale. Pur di avere
tutto ciò che si desidera si vende facilmente l’anima ai diavoli che mai come
oggi fanno grandi affari. I Tribunali
per minorenni si occupano prevalentemente di minori che hanno rubato un
telefonino. L’Italia si distingue per essere geograficamente disomogenea, al
Sud l’inferno è meno agiato, i servizi pubblici sono scadenti o del tutto
assenti, la Sanità uccide di più, la sporcizia è endemica, l’inquinamento
maggiormente radicato ed esteso. Il sole, il mare, l’azzurro del cielo
distraggono la gente del meridione dall’inferno
scomodo e picaresco che li circonda, la gioventù si lascia andare ad una
sorta di anarchica ignoranza delle regole e delle buone maniere, accetta e
peggiora la situazione oppure scappa. Neppure i vip stanno in paradiso. Basta
sfogliare un giornale di gossip e ci si rende conto che i vip sguazzano in un
inferno dorato fatto di noia, di corna, di sciatta banalità, sono inseguiti
dall’agente delle tasse, vivono con la paura di essere derubati delle loro
ricchezze, quando il campanello di casa suona all’alba tremano al pensiero che
abbiano scoperto i loro crimini, di finire in carcere e restarci fino a quando
costosissimi principi del foro non li tirano fuori. All’approssimarsi
dell’estate, i settimanali di gossip ci
informano che sono alle prese con la cellulite e la pancetta d’estate, come
tutti i comuni mortali, cambiano amanti, fidanzate, mogli e mariti, qualche
volta figli, lasciano i propri e vanno in giro con quelli degli altri. Spesso è
una rappresentazione voluta, fatta ad arte, per mostrare che non c’è differenza
tra i vip e la gente comune, chi sta in alto è uguale a quello in basso, il
potente e l’uomo della strada sono separati solo dal diverso ruolo, per il
resto si equivalgono, vivono nello stesso inferno. Anche il Papa si è messo in fila alla mensa
vaticana insieme ai dipendenti, si presenta come uno di noi, sta sulla stessa
barca, o, meglio nello stesso inferno, forse con qualche agio in più. L’uomo
della strada percepisce questo come una rassicurante eguaglianza, mal comune
mezzo gaudio, è ovvio, “la coop sei tu”. I delitti efferati sempre più frequenti, in
prevalenza di mariti che ammazzano moglie e figli, sono percepiti come tragici
tentativi di evadere dall’inferno con il risultato di finire dentro ad uno
peggiore. Mescolarsi agli altri ed accettare l’inferno per renderlo migliore,
sembra il misero obiettivo del nostro tempo, come sul muro della “Casa di
Giulietta” a Verona la traccia del proprio amore si confonde e si perde con
quella degli altri come sottoscrizione del patto.
I POLITICI ed IL
C…
continuiamo
a restare piegati a 90°
L’anarco-capitalismo (MURRAY) può essere
una via d’uscita da questa democrazia delle burocrazie predatoria e
parassitaria
Hanno quell’arietta furba di chi ha scoperto come è
buono il formaggio con le pere e non bisogna farlo sapere al contadino,
zitti-zitti e confusione, è nella confusione che si imbroglia l’imbroglio per
imbrogliare lo sbroglio. La malizia volpina brilla nello sguardo lampeggiante delle
nuove leve della politica, alcuni dei vecchi hanno l’occhio appannato dalla
sazietà, le narici dilatate dalla cocaina, le guance molli dell’accidioso
appagato, le rughe intorno alla bocca e le borse sotto gli occhi del lussurioso
insonne, hanno fatto indigestione di formaggio ma non lasciano il posto a
tavola, si stringono un po’, fino a quando non li cacciano, nessuno lascia di
spontanea volontà. Il contadino sospetta che gli fottono il formaggio ma non
intravede un rimedio e almeno tenta di salvare le pere. Una classe dirigente
trasformata in classe digerente, cioè in burocrazia che digerisce tutto, salita
dal basso, senza alcuna qualità, spesso amorale, senza intelligenza se non la
furbizia di stare attenti al vento e non posizionarsi controcorrente. Dario
Fo’. al tg1 - ore 20,20 - del 22/6/2014,
ha dichiarato: “ In politica le alte sfere non esistono più. ” Se ne deduce che sono rimaste solo quelle
basse, i coglioni. Non è invidia proletaria se riflettiamo sul fatto che
questi “coglioni” sono remunerati con stipendi d’oro, uno sproposito, sono i
“coglioni” meglio pagati al mondo. Come è possibile? Solo dei “coglioni”
possono pensare di poter mantenere un tale livello di redditività per la loro
nullità. Sono poggiati su una bolla che li ha portati in cielo. Le bolle sono
destinate a scoppiare in alto e le cadute a bucare le nuvole. Si sono
preparati l’atterraggio morbido, almeno
credono, altri prima di loro hanno fatto di peggio e l’hanno fatta franca,
sperano anche questa volta di cadere in piedi .
“Non cambierai mai le cose combattendo la
realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda
la realtà obsoleta." Buckminster Fuller
- Alternative e soluzioni da
: BUCKMINSTER FULLER ( fa di più con meno) rOTHBARD MURRAY ( AnarcoCapitalismo -
giusnaturalismo)
Zamlap si interessa del pensiero di Fuller e Murray. Sono
stati degli zamlap-Man (ZM), hanno anticipato le nostre concezioni, il nostro modo di agire, la nostra visione
del mondo, della politica, dell’economia e della società. Sono uomini di
pensiero e di azione che lo zamlap-Man non può ignorare. Il nostro interesse
non è mai teorico, deve ingravidare l’azione, farla figliare, come il toro da
monta fa con le giovenche, deve produrre mandrie di vitelli per popolare i
pascoli della praterie immaginarie. Lo zamlap-Man non è un teorico ma un pratico
pragmatico, è di indole romana, non si siede sulla cattedra ma sale in sella,
non è un uomo seduto ma in viaggio, ha
lo sguardo rivolto all’orizzonte. Anche quando scrive, lo spirito è quello dell’agricoltore, è un contadino che traccia il solco nella a
pagina bianca per piantare il seme del pensiero e far nascere il frutto
dell’azione. Lo zamlap-Man agisce per centrare il bersaglio che non è quello
statico del tiro a segno che si trova nel Luna-Park per divertire bambini e
papà ma quello mobile della preda nelle boscaglie, nelle foreste, della jungla,
questo è il mondo dove agisce lo ZM, preda e bersaglio coincidono per ragioni
di giustizia, per l’etica dell’azione e la moralità del soldato di fede che esige
di combattere per la buona battaglia. BUCKMINSTER
FULLER è uno dei “nostri”, la sua è stata una vita “zamlap”: nasce
nel 1895 negli USA, muore
a Los Angeles nel 1983. Non ebbe vita facile. A 12 anni perse il padre. Trascorse la giovinezza in una fattoria, su un'isola poco lontano dalle coste del Maine. In gioventù si dedicò a
realizzare oggetti in legno e sperimentò idee
per costruire piccole barche a propulsione umana. L’esperienza traumatica del lutto alla fine dell’infanzia e
all’inizio dell’adolescenza, la perdita della figura paterna, sicuramente
affrettò il processo di maturazione in un soggetto già predisposto ad una
visione creativa della propria esistenza. Gli anni dell’infanzia e della
pre-adolescenza sono fondamentali per la formazione dell’individuo, è questo il
periodo della nostra vita in cui riceviamo l’imprinting dall’ambiente dove ci troviamo a vivere, veniamo calati nella forma. Fuller
trascorre la pubertà e l’adolescenza in una fattoria, quindi, in un ambiente
“concreto”, entra in contatto con la concretezza dell’esistenza, sperimenta le
regole della natura che l’agricoltore, l’allevatore deve conoscere e
rispettare, con le quali non si può barare. Conseguì una qualifica
di operatore di macchine e imparò a
lavorare su numerose macchine utensili per la lavorazione delle lamiere. Frequentò
la Milton Academy in Massachusetts ed in seguito l'Università Harvard, ma ne fu espulso due volte: la prima, per aver dato
spettacolo davanti ad un intero corpo di ballo e la seconda volta per la sua
"irresponsabile mancanza di interesse". Non si adattò mai
all'ambiente delle cosiddette "fratellanze universitarie", tipiche di
alcune università americane. Durante il periodo estivo degli studi alla
Harvard, lavorò in Canada come
meccanico in una filanda, e come
meccanico in una ditta di inscatolamento.. Emblematico della personalità “zamlap”
di Fuller è questo rifiuto reciproco dell’ambiente accademico. L’espulsione
dall’Università di Harvad conferma l’approccio “zamlap” anti-accademico,
anti-dogmatico, anti-retorico di Fuller alla conoscenza, allo apprendimento, al
sapere cattedratico riguardo al quale mostra “disinteresse” che l’istituzione
accademica valuta come “irresponsabile” . E’ questa la tipica reazione della
superbia istituzionale che si avvale del potere burocratico per dare forza alla
propria ignoranza. Fuller non cerca alcun riconoscimento da parte della
burocrazia istituzionale, va per la sua strada, non ha bisogno della “strada”
che gli offre il “sapere” costituito, lo può fare perché ha il coraggio di “uccidere
il suo maestro”, l’istituzione universitaria. . Durante il periodo
estivo degli studi alla Harvard, lavorò in Canada come
meccanico in una filanda, e come
meccanico in una ditta di inscatolamento. Fuller trova più
interessante lavorare in una filanda e in una fabbrica di inscatolamento che
frequentare l’Università. Capisce che è la natura ad essere “maestra” e a dare all’uomo
la “materia” per esercitare la sua funzione di “homo faber”. Fuller comprende
il ruolo dell’uomo nel Creato: quello di essere “faber” , di trasformare con la
propria azione guidata dall’ingegno la “materia” che la natura ci mette a
disposizione. Ha dimostrato di avere uno sguardo “zamlap” sul mondo. Questo gli consentirà di
comprendere che per agire sulla “materia” da “faber” bisogna conoscerla sia per
collegarla all’uso che vogliamo farne sia per applicare ad essa la tecnologia
necessaria a lavorarla per renderla idonea all’uso stabilito. La “scienza (
conoscenza) dei materiali” è la base per applicare alla loro trasformazione la
tecnologia meglio appropriata alla loro trasformazione finalizzata alla
creazione di utilità per soddisfare le nostre esigenze. La vita di Fuller è stata caratterizzata da
eventi tragici, luttuosi. Nel 1917 si sposò con Anne Hewlett e partì per
la Prima guerra
mondiale entrando
nella Marina Militare. Servì come operatore radio di
bordo, come editor di giornali e come comandante di una nave soccorso. In seguito tornò alla ditta
di inscatolamento di carni, dove aveva operato ai macchinari ed acquisì la
qualifica di manager. Negli anni '20 fondò la Stockade
Building System insieme al
suocero, per produrre case leggere, impermeabili e antincendio. La compagnia
fallì. Nel 1927 a 32 anni, in bancarotta e disoccupato, a Chicago, vide sua figlia Alexandra morire
di polmonite. Da essi, Fuller è riuscito a ricavare energie ed
esperienze positive, di intensità tale da conferire un impulso creativo alla
sua esistenza. Fuller ha dimostrato di possedere una delle capacità “zamlap”
fondamentali: ricavare bene dal male, trarre il positivo dal negativo, vedere
quanto di bene ci può essere nel male, rialzarsi dalla caduta più forte,
superare il fallito più motivato. La responsabilità lo
spinse a bere e a contemplare il suicidio. All'ultimo
momento,
per spersonalizzare
la sua sofferenza, decise di trasformare la sua vita in "esperimento", "usata per scoprire cosa un singolo uomo può fare per cambiare il
mondo e beneficare l'umanità intera". Fuller
dimostra di avere un’altra qualità “zamlap”: l’umiltà di ripartire dal
“piccolo”, la pazienza di ricominciare dal primo passo. Fuller accettò un
incarico in un piccolo college in North Carolina. Lì sviluppò il concetto di cupola geodetica. Progettò il primo edificio a cupola, estremamente leggero, ma "in
grado di sostenere il proprio peso", senza apparenti utilizzi pratici.
Il Governo capì
l'importanza del progetto ed assunse Fuller per costruire cupole per le
installazioni dell'esercito. Vennero
costruite migliaia di queste cupole in pochi anni.
FULLER
1)
conoscenza nell'uso dei
materiali e delle tecnologie necessarie a lavorarli;
2)
spersonalizzare la sofferenza,
trasformare la vita in "esperimento;
3)
scoprire cosa un singolo uomo può fare
per cambiare il mondo e beneficare l'umanità intera;
5)
costruzioni
in carta e cartone;
6)
esplorazione della natura per
inventare nuove soluzioni di design;
7)
comprensione, ricerca e scoperta,
essere un pioniere;
8)
sguardo omnicomprensivo al mondo
finito;
9)
pensare "fuori dagli schemi"
e mettere in dubbio le concezioni finora date per scontate;
10)
cambiamento: costruire un modello nuovo che
renda la realtà obsoleta;
11)
possibilità infinite per migliorare
gli standard di vita;
12)
ridurre gli scarti;
14)
la ricchezza può essere aumentata
riciclando le risorse in prodotti nuovi e di maggior valore;
15)
miniaturizzazione degli oggetti e
degli strumenti;
19)
dalla economia competitiva
all’economia cooperativa;
22)
il consumo per il trasporto di
pendolari una perdita secca in confronto ai guadagni generati;
23)
il progresso è stato curare malattie
un tempo letali e viaggiare a prezzi ridotti;
26)
cupole geodetiche;
27) Dymaxion
Car - Dymaxion Map - Dymaxion House –
28)
Dymaxion
Chronofile : cronologia documentata della vita come progetto.
Per
ricavarne qualche lezione di vita-zamlap vale la pena di leggere ancora qualcosa
su BUCKMINSTER FULLER (liberamente tratto da Wikipedia) : I successivi 50 anni di Fuller sono documentati con cura in 28
"Diari": sono gli anni in cui
crea le sue principali invenzioni nel campo dell'edilizia, del trasporto e
delle costruzioni. …..investì nello sviluppo della Dymaxion Car. Fuller credeva che la società
umana si sarebbe presto approvvigionata di energia principalmente
da fonti
rinnovabili, come l'energia solare e eolica. Fuller ottenne 25 brevetti, e numerosi dottorati onorari.
Il 16 gennaio, 1970 ricevette la Medaglia d'Oro dall'American
Institute of Architects. Il 23 febbraio 1983 fu premiato con la Medaglia
presidenziale della libertà dal Presidente Reagan[1]. Morì a 88 anni, mentre sua
moglie era in coma per un cancro. Durante una visita in ospedale si alzò di colpo
esclamando "Sta stringendomi la mano!". Lo sforzo gli causò un attacco cardiaco, e morì un'ora dopo. Sua moglie lo seguì 36 ore più tardi. Maggiori progetti : Cupole geodetiche …..La loro costruzione
si basa sull'estensione di alcuni principi base dei solidi semplici, come il tetraedro, l'ottaedro e solidi con numero di facce maggiore
che possono considerarsi approssimazione della sfera.
Le strutture così
concepite sono estremamente leggere e stabili. La cupola geodetica è stata
brevettata nel 1954, ed è stata una parte fondamentale del
processo creativo di Fuller teso all'esplorazione
della natura
per inventare nuove soluzioni di design. Costruzioni in carta e cartone Negli anni cinquanta,
Fuller intuì le potenzialità della carta
e del cartone come materiale da costruzione, anticipando di 40 anni le
innovative applicazioni di Shigeru Ban : Fuller utilizzò la carta nel brevetto del
sistema delle Paperboard Domes, cupole geodetiche destinate a
fornire alloggio ai fanti dei Marines[2]. La piena applicabilità dell'idea
sottesa alle Paperboard Domes dovette confrontarsi con le
criticità legate alla scarsa
idrorepellenza dei materiali, che Shigeru Ban poté superare avvalendosi di vernici poliuretaniche. Nel 1954 a Milano nel
giardino Sforza Fuller espose un'innovativa cupola in cartone colorato di
arancione, dal diametro di 10 metri, per un peso di 600 kg, involucro esterno
di un'abitazione unifamiliare di circa 95 m2. Montata sul posto con
l'ausilio di pochi utensili, si aggiudicò il Gran Premio alla Triennale milanese.
Automobili
Precedentemente
Fuller aveva progettato e costruito diversi prototipi di automobili, con l'obiettivo di realizzare
mezzi più sicuri, aerodinamici e
veloci. Dymaxion
Car
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Dymaxion
Map
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Un'altra delle idee
di Fuller fu la Dymaxion Map,
una rappresentazione della Terra pensata per
ridurre al minimo la distorsione dovuta alla proiezione in pianta piana di una
superficie sferica.
Dymaxion
House
La Dymaxion
philosophy fu portata anche in edilizia, con la Dymaxion
House, una casa ad alta efficienza energetica che non entrò mai in
produzione. Una delle case così costruite da Fuller è in esposizione permanente
presso l'Henry Ford Museum di Dearborn, Michigan.
Progettata negli anni quaranta questo
prototipo è una struttura
sferica (non una cupola),
sagomata similmente alla campana delle meduse. Per ridurre il consumo d'acqua era
dotata di una doccia a
nebbia sottile,
e conteneva anche altre innovazioni funzionali nel mobilio e
nell'impiantistica, come la cupola superiore rotante per sfruttare i venti naturali per il
condizionamento. La struttura della casa era progettata per essere consegnata
in due contenitori cilindrici, mentre gli arredi si sarebbero potuti acquistare
dai rivenditori locali.
Il Padiglione Americano alla "Expo 67", disegnato da R. Buckminster Fuller
Pensata
per la prima volta negli anni venti e
sviluppata a Wichita (Kansas), la casa era leggera, estremamente economica,
facile da montare e particolarmente adatta all'utilizzo in climi ventosi: nel
pensiero di Fuller doveva essere prodotta dalle stesse industrie che avevano
prodotto gli aerei della Seconda guerra
mondiale. Dal look ultramoderno, con struttura in alluminio e coperture in acciaio, richiedeva solo 90 metri
quadrati di spazio
per l'installazione nella sua versione base. Nonostante i numerosissimi ordini
derivanti dal boom post-bellico, la casa non venne mai prodotta a causa del
fallimento dell'azienda dovuto a politiche interne. Buckminster Fuller aveva come priorità la
comprensione, la ricerca e la scoperta, desiderava essere un pioniere. La sua
intera opera può essere vista come una grande e nobile scommessa. Risultati pratici Sebbene un buon numero di progetti di Fuller
non raggiunsero mai il successo industriale e di pubblico, alcuni ancora
esistono. Molte cupole geodetiche sono
state costruite e sono ancora in uso: secondo il Buckminster Fuller
Institute oggi ne esistono di diametro superiore ai 200 metri.
Le principali si trovano in Giappone e Stati Uniti.
Spoletosfera
In
Italia e precisamente all'ingresso sud di Spoleto c'è una cupola geodetica opera di Fuller, donata alla città
nel 1967 e chiamata Spoletosfera. Il
21 dicembre del 2008, grazie all'idea dell'architetto spoletino Giorgio Flamini
e all'intervento dei fratelli Zefferino e Maria Flora Monini, la cupola è
stata dotata di un sistema di illuminazione affatto invasivo e formato da circa
105.000 luci a LED bianche che la rendono
"viva" anche nelle ore di buio facendo diventare l'opera di Fuller
uno dei simboli della città. Le strutture geodetiche non ebbero il successo
previsto da Fuller nel mercato delle abitazioni, soprattutto a causa della
difficoltà nell'adattarvi strutture pensate per case tradizionali (finestre,
impianti elettrici, camini), e soprattutto per la non convenzionalità della
forma. Il grande merito di Fuller fu quello di spingere un'intera generazione
di studenti e professionisti a pensare "fuori dagli schemi" e a mettere in
dubbio le concezioni finora date per scontate. Fuller ispirò altri designer e
architetti come Norman Foster e Steve
Baer che
portarono avanti lo studio delle costruzioni in forme innovative diverse dai
classici rettangoli.
Filosofia e visione del mondo….Fuller ispirò l'umanità e la spinse a dare
uno sguardo
omnicomprensivo al mondo finito in cui viviamo e alle possibilità infinite per migliorare gli
standard di vita
all'interno di esso. Volendo ridurre gli scarti, Fuller esplorò e
propose il principio dell' “efemeralizzazione" — che in
parole semplici significava "fare di più con meno". La ricchezza può essere aumentata riciclando le risorse in prodotti nuovi e di maggior
valore, e i prodotti più sofisticati avrebbero richiesto minor materiale
per la produzione. Nella realtà questo modello di sviluppo si è parzialmente
avverato con la miniaturizzazione degli oggetti e degli strumenti. Fuller
fu uno dei primi a propagare una visione del mondo sistemica, (cfr. Operating
manual for Spaceship Earth, Synergetics) ed esplorò i principi
dell' efficienza
energetica e
dell'uso
razionale dei materiali.
Considerando il ciclo di lavorazione e utilizzo del petrolio dal punto di vista del
"budget energetico planetario", derivante principalmente dalla
quantità di raggi solari ricevuti dal pianeta,
Fuller ha calcolato che ogni litro di
petrolio consumato costa al pianeta oltre 300.000 dollari per essere prodotto. In particolare identificava il
consumo per il
trasporto di pendolari
una perdita secca in confronto ai guadagni generati. Era particolarmente
interessato alla sostenibilità e al tema della sopravvivenza della
razza umana con l'attuale sistema socio economico e, nonostante le critiche,
era profondamente ottimista sulle prospettive dell'umanità, anche durante il
periodo della Guerra Fredda. Secondo
Fuller, con l'evoluzione delle conoscenze avvenuta negli anni settanta e il crescente
sfruttamento delle risorse naturali, si sarebbe passati da una economia competitiva
ad un'economia cooperativa
e la guerra non sarebbe stata necessaria. "L'egoismo", dichiarò, "non è
necessario, e non è razionalizzabile... la guerra è obsoleta...". Avendo
assistito al principale periodo di progresso tecnologico dell'umanità, che
permetteva di curare malattie un tempo
letali e di viaggiare a prezzi ridotti, Fuller disse che l'umanità "è
composta da 4 miliardi di miliardari". Oltre al vasto studio sui grandi
concetti filosofici dell'umanità, le intuizioni
più importanti di Fuller riguardarono la geometria analitica.
Affermò che l'universo fosse composto da matrici di tetraedri. Sviluppò questo concetto in
diversi modi, dall'approssimazione delle sfere con altri solidi alla
stabilizzazione degli oggetti nello spazio tramite tiranti.
Curiosità: Fuller
era amico dell'artista di Boston Pietro
Pezzati. Sperimentò con il sonno polifasico. Un nuovo stato allotropico del carbonio, quello dei (fullereni), e una particolare molecola di quell'allotropo (buckminsterfullerene)
hanno ricevuto il suo nome. Tale stato ed il suo nome, è legato al fatto che il
carbonio a livello molecolare assume in natura, nei fullereni, una struttura
cava, sferica o cilindrica, del tutto analoga alle sue strutture. In epoca
di Guerra Fredda furono
installate numerosissime cupole geodetiche di protezione alle grandi antenne
Radar del "NORAD" in zone artiche; le cupole
erano standardizzate al massimo per essere installate da personale non
specializzato in zone impervie ed in condizioni atmosferiche estreme, in due o
tre giorni. Quando a commemorazione ne venne installato un esemplare in un
parco urbano negli Stati Uniti ci vollero tre mesi per problemi amministrativi
e sindacali. Il 12 luglio 2004, l'United States
Post Office rilasciò un francobollo commemorativo nel 50º
anniversario del brevetto della cupola geodetica e nel giorno del suo 109º
compleanno. Il gruppo rock belga dEUS ha
inciso nel 2008 "The Architect", canzone evidentemente ispirata alla
vicenda di Fuller. Fuller documentò la sua vita ogni 15 minuti dal 1915 al 1983.
Chiamò questi documenti "Dymaxion Chronofile", come naturale cronologia della sua
vita come "progetto". Si ritiene che la sua sia la vita maggiormente
documentata della storia. ( da Wikipedia).
ROTHBARD MURRAY
( liberamente tratto da Wikipedia)
ANARCO-CAPITALISMO
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« Jus
naturale est libertas, quam habet unusquisque potentia sua ad naturae suae
conservationem suo arbitrio utendi, et per consequens illa omnia, quae eo
videbuntur tender, faciendi.[7] »
|
« Il
diritto di natura, che gli scrittori chiamano comunemente jus naturale, è la libertà
che ciascuno ha di usare il proprio potere a suo arbitrio per la
conservazione della sua natura, cioè della sua vita e conseguentemente di
fare qualsiasi cosa che, secondo il suo giudizio e la sua ragione, egli
concepisca come il mezzo più idoneo a questo fine.[8] »
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1)
Lo sviluppo cumulativo dei mezzi di scambio sul libero mercato è
il solo modo in cui il denaro possa essere stabilizzato.
2)
il governo è
incapace di creare denaro per l'economia; ciò può solo essere sviluppato
tramite i processi del libero mercato.
3)
Eliminazione
dell’istituzione STATO sostituita dalla nascita spontanea di ordini policentrici basati sulla proprietà privata e il libero mercato.
4)
individualismo metodologico : Gli
atti umani sono decisioni - L'uomo preferisce il tanto al poco - L'uomo
preferisce ricevere più presto che tardi -
Ognuno cerca benefici per sé ex ante.
5)
Il nemico principale è il socialismo: l’intervento dello Stato
nell’economia.
6)
Principio di non-aggressione: proprietà assoluta
del proprio corpo e dei frutti del proprio lavoro intesa come diritto
intoccabile,
7)
Radicale individualismo – giusnaturalismo ( dottrina del diritto
naturale : Cicerone, San Tommaso d’Aquino, Grozio,
Radbruch ) – libero mercato
8)
le tasse :
un furto legalizzato; la coscrizione :
una schiavitù moderna; le guerre tra Stati: terrorismo;
9)
eliminazione
di qualsiasi obbligo di cura.
10) Nel saggio The ethics of liberty : Rothbard sostiene il diritto a trattenere
il 100% dei propri sforzi e della proprietà, come unico principio compatibile
con l'etica universale e il codice libertario;
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Anarco-capitalismo: “Capitalismo
è la piena espressione di anarchismo e anarchismo è la piena espressione di
capitalismo. »
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Murray
Newton Rothbard (New York, 2 marzo 1926 – New York, 7 gennaio 1995)
è stato un economista, filosofo, politico, giornalista, storico e teorico giusnaturalista statunitense,
nonché un autore prolifico
e un vero e proprio emblema del libertarismo americano.
. In Power
and Market, proprio Rothbard fu il primo autore a dividere l'intervento
statale in economia in tre tipi:
1.
Autistic intervention (intervento
autistico)
2.
Binary intervention (intervento
binario)
3.
Triangular intervention (intervento
triangolare)
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Rothbard
pubblicò le basi morali della sua teoria in "For a new liberty" (1972) e in "The ethics of liberty" (1982); per quanto riguarda la pura teoria economica il libro
più importante è sicuramente "Power and market" (1970).
A detta di molti il libro più completo, la summa
del pensiero rothbardiano, è certamente "The ethics of liberty". In queste opere possiamo trovare il punto
più alto del pensiero anarco-capitalista, ossia giustificazioni morali di
tale assetto (con conseguente immoralità dello Stato), codice morale che
dovrebbe essere la base di tale società, fino all'efficacia del sistema
capitalista senza interventi statali, anche in settori ritenuti comunemente
monopoli naturali, come giustizia e protezione. In "The ethics of
liberty" Rothbard sostiene il diritto a trattenere il 100% dei propri
sforzi e della proprietà, come unico principio compatibile con l'etica
universale e il codice libertario.
Proprio da questa
teoria della proprietà, ossia proprietà assoluta del proprio corpo e dei
frutti del proprio lavoro intesa come diritto intoccabile, nacque il
cosiddetto assioma di non aggressione. Rothbard arrivò a definire
le tasse come
un furto legalizzato,
la coscrizione come la schiavitù
moderna e le guerre di Stati come terrorismo, inoltre si oppose a qualsiasi
obbligo di cura. Bisogna anche sottolineare
l'esistenza di un'altra visione dell'anarco-capitalismo, una visione
utilitaristica, data da David Friedman. Questa visione
gradualista, prevede prima l'accettazione da parte dell'intera società del
codice legale libertario, successivamente un processo di privatizzazione dei settori controllati dallo Stato, fino ad arrivare
alla privatizzazione del diritto, quindi all'abolizione dello Stato stesso
(teoria esposta in The machinery of freedom, 1973). A detta di Rothbard la prima teorizzazione in epoca
moderna dell'anarco-capitalismo la possiamo trovare in De la
production de la sécurité (in inglese, 'The Production of
Security'), un'opera di Gustave de
Molinari, pubblicata nel 1849. Tattiche: Rothbard
criticava aspramente il "delirante nichilismo" dei left
libertarian, ma allo stesso tempo criticava i right libertarian che
si accontentavano della sola educazione per abbattere lo Stato. Rothbard riteneva
necessario che i libertari, per ottenere la tanto agognata libertà, debbano utilizzare tattiche che
non rientrano nella moralità comune, ma certamente di sicuro effetto,
ovviamente che non trasgrediscano le norme morali libertarie. Punizione
e proporzionalità Merita certamente un capitolo a parte la teoria
"giudiziaria" libertaria, in special modo dal punto di vista rothbardiano.
Partendo dal già citato assioma di non aggressione, Rothbard e il
libertarianismo ritengono che la punizione per l'aggressore sia la perdita
proporzionale di diritti inflitta alla vittima, vediamo cosa implica nella
pratica.
Innanzitutto il principio di proporzionalità chiarisce quale
sia la massima pena, che non necessariamente sarà quella inflitta. Infatti
nella società libertariana vi saranno solo due parti in causa, la vittima e
il presunto aggressore, in quanto non esisterebbero reati contro una
presunta società, di conseguenza sparirebbero figure come il Procuratore
della Repubblica. In breve si può dire
che il principio di proporzionalità deciderebbe la pena sanzionabile massima,
sarà poi la vittima o i suoi eredi a decidere la pena da attuare, ovviamente
entro i limiti dati, come potrebbe decidere di commutare la pena in
un'ammenda.In pratica la pena non avrebbe scopi di deterrenza o reinserimento come
oggi, ma fungerebbe semplicemente da risarcimento.
In merito alla pena di morte Rothbard scrisse:
Critiche
verso Keynes e Bentham :Rothbard fu un fervente critico nei confronti dell'importante
economista inglese John Maynard
Keynes e della sua politica
economica che prevede una forte influenza statale.
Economisti
e mercato
Un intero capitolo di "Power and market" venne
dedicato da Rothbard al ruolo dell'economista nella
vita pubblica. Sottolineò le differenze di funzioni che esistono tra gli
economisti in un'economia di mercato libero, e gli economisti in una società
caratterizzata da un mercato ostacolato da interventi statali. Alla domanda "Che ruolo svolge un
economista in una società caratterizzata da un libero mercato non
ostacolato da interventi statali?", Rothbard rispose così: "L'economista
potrà cercare di spiegare i funzionamenti dell'economia di mercato (compito
importante, specialmente se rivolto a persone non conoscitrici
dell'argomento, le quali considerano il mercato, erroneamente, un caos
assoluto), ma non potrà fare altro."
Murray
Rothbard fu sicuramente un autore molto eclettico, le sue pubblicazioni
spaziano dalla teoria economica, alle teorie sociali fino all'etica, e
certamente ebbe molta influenza e molto carisma sui suoi studenti (ovviamente
non solo scolastici), i quali oggi sono diventati i maggiori esponenti dell'anarco-capitalismo nel
mondo. Tra essi dobbiamo certamente menzionare Hans-Hermann Hoppe, David Friedman, Lew Rockwell, Justin Raimondo, Walter Block, Samuel Edward
Konkin III e l'italiano Carlo Lottieri.
Allo
stesso tempo bisogna sottolineare gli autori che ebbero maggiore influenza
sulla crescita culturale di Murray Rothbard. Tra questi troviamo da un punto
di vista filosofico Aristotele, Tommaso d'Aquino, Laozi e John Locke,certamente dal punto di vista
economico troviamo i liberali francesi del XIX secolo, Gustave de
Molinari eFrédéric Bastiat su
tutti, per arrivare ai veri e propri maestri di Rothbard, ossia gli economisti austriaci, Carl Menger, Eugen von
Böhm-Bawerk e ovviamente Ludwig von Mises.
( da WIKIPEDIA
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Questi scienziati hanno individuato in anticipo le
conseguenze prodotte dalle burocrazie statali parassitarie. La collettività
viene asservita, in maniera subdolamente progressiva, con regole aventi forza
di legge. La conseguenza è che i soldi dalle tasche dei contribuenti finiscono
a vantaggio delle burocrazie, delle aziende statali, dei fornitori e
appaltatori di opere e servizi pubblici
senza alcun beneficio, o, addirittura, a danno per i cittadini, o, nella
migliore ipotesi, con benefici minimi. Questo
sistema è definito democratico ma è il più grande imbroglio politico della
Storia, si fonda sulla delega della rappresentanza e degli interessi. La soluzione è dare più spazio alla
democrazia diretta, attraverso i referendum propositivi, all’autogestione degli
interessi collettivi. Oggi la tecnologia informatica lo rende possibile con
costi limitati. Va riaffermato il
diritto di proprietà del cittadino sui propri beni e sul proprio reddito. Attraverso l’imposizione fiscale e la
tassazione capillare si è realizzata un’espropriazione di fatto dei beni dei
cittadino, il sostanziale svuotamento dei diritti di proprietà. Si è verificata
una espropriazione ancora più grave e perniciosa quella del diritto al lavoro,
a guadagnarsi da vivere con la propria attività. Lo Stato e il suo sistema
burocratico hanno preso il controllo di qualsiasi attività lavorativa
sottoponendola ad autorizzazioni e controlli. Proponiamo l’analisi del
pensiero di Fuller, Murray e Leoni per
trovare le soluzioni alla grave situazione politica, economica e sociale in cui
oggi ci ritroviamo. Dalla lettura
della loro biografia possiamo ricavare
spunti importanti, esempi ed intuizioni da applicare sia a livello individuale
che sociale, politico ed economico, per trovare soluzioni ai nostri
problemi personali e sociali, per sollecitare intuizioni pratiche da applicare
alla realizzazione di noi stessi, per migliorare la nostra attività attraverso
una giusta visione della realtà e porre in essere il comportamento più adatto
ad affrontarla e dominarla per raggiungere i fini e gli scopi del nostro agire.
Lo Studio “Zamlap” con il suo
staff occasionale progetta installazioni e collocazioni museali non
convenzionali, realizza opere esclusive
per collezioni private, crea design, è moda, letteratura, poesia, opera d’arte
vissuta, teatro di formazione, scienza antiaccademica e non riconosciuta..
La nostra
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adempiendo al dettato dell’art..4 della
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Salvatore con la seguente causale: “ Donazione per la ricerca scientifica Zamlap”
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Direttore, spedito con Racc.ta A.R. - operazione di “art-mail”, sei numeri
ordinari bimestrali, più i numeri speciali che, per il 2014, sono programmati
ed altri tre a sorpresa. Per UN TOTALE di 12 numeri il costo degli invii in
abbonamento è di € 999,00 (Euro Novecentonovantanove) da versarsi
anticipatamente con bonifico bancario sopra indicato specificando nella causale: “Abbonamento
Numeri Unici Personalizzati Rivista Zamlap 2014”. Inviare in Direzione prova
del bonifico indicando il recapito presso il quale ricevere gli invii Racc.ta
A.R. “art-mail”. A tutti si invierà copia “web” della rivista.
“Zamlap” è anche: training, management, performance, happening, meeting,
entertainment, communications, testimonial, events, overall view, strategic
decision, approach to resolve. Compensi: Conferenza
e/o lezione privata: €299,00 ( più
IVA ed oneri di legge) o “ice-money “ equivalente, per ogni ora o frazione
d’ora. Training, happening, performance, entertainment, testimonial, events,
meeting, overall view : da stabilirsi di volta in volta. Strategic decision, approach to resolve, management,
ricerche scientifiche: in base al
valore e alla difficoltà dell’incarico. Ci si reca dovunque solo se preventivamente
spesati e si riceve chiunque solo su appuntamento.
In questa terra non garantiamo nulla. Lassa
fa a Dio!
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