Il sogno di sabato 3 giugno 2017,
la partita della Champions League
e i 250euro per pagare il biglietto a Caronte
I sogni si sono rincorsi
come una mandria di bisonti
le pelose gobbe marroni
schiene come montagne
entrano nello stadio
illuminato e roteante
come una ruota di Luna Park
abbattuta da una tromba d’aria
giocatori e tifosi
le facce dipinte come indiani apache
sul piede di guerra
i bisonti si accavallano in una nube di polvere
muggiti e spruzzi di bava dalle forge
il panico è forza propulsiva
pulsante nei cuori ingrossati
accresciuta dall’essere cieco
nulla lo ferma perché nulla vede
la cecità è il cemento della massa
avanza
porta un baratro davanti a sé
come un ariete
tutto bruca ed incorna
mi rotolo in
questo sogno confuso
premonitore della folla ridotta a mandria
vestita con le zebrate maglie juventine
nella città del toro
vedo Cristiano
Ronaldo guizzare come un ghepardo
nel piccolo schermo colorato del televisore
piatto come una sogliola cangiante
adagiata in un fondo sabbioso
di oceano illuminato da luce lattiginosa
sono lampade mucca dalle mammelle gonfie
Ronaldo guizza felino giaguaro
tra le zebrate juventine
mette in rete
beffato l’orango Buffon
il Real diventa reale
altri ghepardi
Real si beffano dell’orango
altri tre goal
in rete
le impacciate scimmie zebrate
sono attonite
la folla si
muove come un’onda
tsunami umano rivoltato come marmellata
su una fetta di pane e burro
uscita dal camino di una centrale nucleare
fatta di carte bollate
in piazza a Torino non ci sono bisonti
pecore matte con
magliette zebrate
non è la mia mandria azzurra
i bisonti azzurri con la pizza ed il mandolino
le signore anni 50’ con occhiali scuri
in costume da spiaggia a Capri
le porto in
barca a visitare la Grotta Azzurra
nel sogno mi
smarrisco anch’io
con altri ricordi mescolato
si ripete al
solito lo stesso identico sogno
mi perdo nel dedalo dei vicoli
percorro strade umide
fatte di basalto lucido
e scivoloso
come intagliate in una montagna rocciosa
vedo le facce
delle scimmie juventine
stravolte dalla sconfitta
cerco l’uscita dalla confusa scena
popolata da scimmie e zombi
cerco la stazione per salire su un treno ed andare via
la folla mi spinge
ho uno zainetto con tutti i miei averi
la paura che qualcuno
me lo strappi dalle spalle
mi atterrisce
svuota il cervello
è il panico
davanti a me si
apre un baratro
lo spingo come un carretto per liberarmene
sono accecato da un vortice d’angoscia
corro verso una oscura via d’uscita
è fatta di
compatta roccia
ci sbatto contro
l’attraverso
è liquida è una nube nera
penetra nella mente
la paura mi
ubriaca come vino speziato
arrivo in stazione
i treni sono fermi
su binari morti
i passeggeri sono morti seduti
ordinatamente ai loro posti
sono coperti di brina
come quarti di bue messi in una cella frigorifera
conservati sotto zero
un giocatore del Real Madrid
alza al cielo
la coppa d’argento dalle grandi orecchie
anche quest’anno hanno vinto la Champions League
mi ritrovo nella
stessa stazione ferroviaria
per viaggiatori morti
è lo stesso sogno
delle notti dei giorni passati
ho sulle spalle lo zainetto
con tutti i miei averi
250euro
Cristiano Ronaldo li guadagna in un minuto
È il prezzo del biglietto per il treno dei morti
ho impiegato
tutta la vita
Per guadagnare quei 250euro
Mi servono per andare nell’al di là
Sono nello zainetto
che porto sulle spalle
con tutte le cose preziose di un’intera vita
È il prezzo da pagare a Caronte
Per salire in treno e tornare a casa
risento dietro
di me
il boato della mugghiante mandria di bisonti
avanza come un mare
mi travolge
cerco di salvare lo zainetto con quei maledetti 250euro
e tutto quello che ho
devo pagare il
biglietto a Caronte
non riesco ad andare via
resto intrappolato
nel sogno.
Salvatore Iervolino ©
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