giovedì 21 febbraio 2013


Zamlap è la rivista che si indossa, scritta per essere letta sul corpo.
L’unica forma d’arte contemporanea è la “moda”, è l’opera che può essere indossata. L’artista che non crea per questa finalità appartiene al passato, le sue creazioni soffrono della staticità della morte, sono mummie esposte negli improbabili cimiteri della creatività chiamati musei e nessun archistar potrà vivificare i  loculi delle loro sale mortuarie dove giacciono i cadaverici manufatti dei moderni imbellettati da becchini, chiamati artisti, curatori di cadaveri come imbalsamatori dell’antico Egitto.
La vera arte moderna è suoi corpi vivi della gente, vive su di loro, gira per le strade del mondo, ogni giorno viene indossata per comunicare al pubblico della nostra vita, fa di noi il protagonista sul palcoscenico del mondo sul quale si svolge la nostra storia, unica come noi, irripetibile occasione per lasciare il nostra segno negli altri cioè nell’universo dentro e fuori di noi. Zamlap la rivista che si indossa  parla di noi. 
Zamlap è l’immagine-pensiero, la parola serve a spiegare il pensiero, l’immagine esprime la parola.  Zamlap, la parola è immagine, l’immagine è parola.  

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